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Viola Pizzinelli

Archivio > Concorso 2008

IL GOVERNO DEGLI INTOCCABILI



Criticare la società in cui si vive, il suo degrado, fa parte della storia dell'uomo
nonostante il progresso costante, a volte travolgente, lo abbia portato a fare, passi da gigante nel suo cammino evolutivo.
E' vero però che negli ultimi tempi assistiamo ad eventi sempre più inquietanti, in cui la verità sembra essere nascosta o addirittura manipolata.
Paradossalmente nell'era di internet e dell'informazione globale diminuiscono le certezze, i punti fermi e purtroppo anche gli ideali.
La mancanza di veri leader che sappiano trascinare le masse verso mete più alte e importanti anche a costo di pesanti sacrifici, porta la gente a vivere in maniera sempre più legata ai bisogni terreni, al consumismo, alla vita agiata e comoda in un progressivo imbarbarimento dei valori.
Un isolamento che porta a vedere nell'altro soltanto un nemico, colui che potrebbe mettere in pericolo il nostro lavoro, i nostri privilegi (se ne avessimo) e certezze.
Per poltiglia si intende un miscuglio fangoso e spesso maleodorante ma molte volte costituito da sostanze che, con il giusto utilizzo, risultano indispensabili per la vita umana; i campi più fertili sono nati in passato dalle paludi.
Ma come uscire ora da questa "melma"?
Questa società che ci illude con false promesse ma che in realtà sacrifica i suoi giovani costringendoli a cercare all'estero la propria realizzazione in quei paesi dove è la meritocrazia a guidare le scelte e gli investimenti.
Un paese vecchio dove si rasenta la crescita zero e dove i "giovani" manager e i "giovani" politici hanno più di quarant'anni.
Trovare la propria strada sembra impossibile; l'Italia dei "bamboccioni" che non riescono a costruire una famiglia, o di quelli indebitati fino al collo per avere una casa, che non riescono ad arrivare a fine mese per il costo della vita che aumenta costantemente.
In questa realtà trovare soluzioni universali richiederebbe l'impegno serio e soprattutto disinteressato dei nostri politici, che comprendano finalmente di essere servitori dello stato e non di avere, con le varie nomine, messo lo stato al servizio dei propri interessi.
Uomini corrotti che guidano il nostra patria verso un domani buio fatto di mazzette e criminalità.
Un ritorno a Tangentopoli che lascia attoniti, spaesati e con l'amaro in bocca.
La nascita di una vera e propria "casta" che si è, con il passare degli anni, attribuita sempre più diritti e privilegi.
Un'arte, la politica, ridottasi ora a semplice meta di guadagno per "pochi" prescelti e le loro file di tirapiedi.
I nostri rappresentanti sono dunque uomini inetti, senza scrupoli pronti a far prevalere i loro interessi su tutto?
Una riforma per un governo sano e migliore deve partire direttamente dai suoi rappresentanti con tagli del personale, la riduzione dei mega stipendi dei parlamentari e la rinuncia a privilegi che costano migliaia di euro l'anno a uno stato già ridotto allo osso.
Un popolo che soffre e risente in prima persona di questa situazione dove violenza e criminalità la fanno da padrone ed entrano nelle nostre vite nei modi più inaspettati: attraverso i media, le scuole, le nostre famiglie. Eppure è solo giustizia che si chiede…
Poche leggi semplici da far rispettare seriamente, la certezza della pena, la consapevolezza di far parte di una società in cui tutti contribuiscano pagando le tasse, in cui i truffatori vengano allontanati e messi in condizione di non nuocere più, e dove i giovani si sentano coinvolti in prima persona all'interno di uno stato che sarà poi affidato nelle loro mani.
Questa è l'Italia in cui mi piacerebbe vivere, in cui costruire il mio futuro, che torni ad essere una nazione rispettata e non più sinonimo di corruzione e criminalità.
Una nazione di grandi uomini che ha contribuito al progresso dell'umanità come poche altre al mondo e che questa volta passo dopo passo come una fenice, rinasca dalle ceneri e garantisca un futuro e una vita migliori a tutti.



Viola Pizzinelli




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