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Archivio > Concorso 2008
“ Generazione allo scatafascio”
Perché la società italiana è ridotta ad una poltiglia? Cosa ha portato a non farci più
credere nei sogni e nei progetti promessi dall'Italia, anche non avendoli quasi mai
mantenuti?
L'Italia del XX secolo e l'Italia che noi conosciamo e viviamo è passata dalle stelle
alle stalle. Non esiste più l'Italia che credeva nei valori, che lottava contro le “classi
superiori” per farsi rispettare e per avere la libertà: quella era veramente un'Italia
unita. Per tutto il bene che voglio alla mia patria, oggi viviamo un'Italia del tutto
diversa da quella che la vecchia generazione era abituato a vedere in televisione. I
mass media oggi ci mostrano come la corruzione, le raccomandazioni o gli omicidi
per qualsiasi stupido motivo sono all'ordine del giorno. L'Italia è stata sempre
mostrata al mondo, per la maggior parte delle volte, sotto alcuni aspetti negativi
come quelli che vanno dalla mafia (che abbiamo portato in America) alla monezza a
Napoli, passando per la crisi del passato governo e la mozzarella di bufala con la
diossina: infatti gli americani si ricordano di noi italiani per gli spaghetti e la mafia.
Ma questo è solo un aspetto secondario rispetto ai problemi interni del nostro Paese.
Cosa ne penso di tutta la situazione in Italia e della società in cui vivo? Sinceramente
non ho parole. Dicono che in Italia ci sono pochi fondi per ostacolare i grandi
problemi che la povera gente affronta quotidianamente, quando si scoprono che
milioni e milioni di euro vengono buttati nella carta dei quotidiani nazionali o
addirittura per rimborsare i politici che hanno speso e buttato dei soldi nelle passate
campagne elettorali, anche di dieci anni fa.
Non voglio più che gli italiani buttino dei soldi nelle tasse, perché poi andranno a
finire nelle tasche dei politici, invece di essere spesi per il bene comune di tutta la
società. Mi sono stufata delle raccomandazioni nel lavoro, perché fanno lavorare
persone incapaci e stupide che non sanno quello che fanno. Mi sono rotta dei vecchi
rimbambiti che occupano i posti di lavori che potrebbero andare ai nuovi giovani.
L'Italia dice che lavora per noi giovani, allora io rispondo: “ Se dovete lavorare per
noi in questo modo, è meglio che lasciate perdere, perché se il mondo lavorativo
andasse avanti con i giovani e con la meritocrazia, la nostra generazione non sarebbe
allo scatafascio come lo è ora”.
Come ogni altro italiano, spero che al più presto l'Italia ritorni alla ribalta come lo era
un tempo, dove i valori e il bene della società erano al primo posto nel pensiero
dello Stato italiano e spero che mi aspetti un futuro migliore da quello che ci
presentano adesso.
Valentina Patacchini IIIA