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Archivio > Concorso 2008
TEMA FULGUR
Giorgia sta prendendo un tè rivolta con le spalle verso la finestra della sua cucina;in quella casa che,ormai,non deve più condividere con nessuno.
Le sembra particolarmente freddo oggi,anche se il tempo non è cambiato poi così tanto rispetto alla settimana scorsa. Forse ha semplicemente scordato di mettere la maglia;forse sono tante le cose che ha scordato di fare oggi,ieri,o l'altro ieri ancora.
Non vuole ascoltare i messaggi nella segreteria telefonica,né chiamare l'ortopedico per disdire l'appuntamento. I suoi occhi cupi sembrano riflettere il colore di quelle nuvole burrascose che ci sono oggi nel cielo......Giorgia non riesce ad ascoltare il rumore della pioggia che ama tanto,a gioire del tepore del tè che riscalda il suo corpo e le sue mani....La sua anima è intorpidita e ghiacciata,come se quel continuo pensiero che le martella in testa fosse un vento violento,impetuoso,che soffia dentro di lei gelandole le membra. Nulla può rincuorarla ed evitare che quell'ossessivo ricordo la catapulti nuovamente in quella maledetta giornata.................................................................
Era lo scorso sabato. Giorgia viene svegliata dal rumore del telefono che squilla. Dall'altra stanza sente Giulia uscire di corsa.
Le sta gridando di rispondere al telefono perché lei deve fuggire via....strano,oggi è in ritardo,lei che di solito è così puntuale. Giorgia corre verso il telefono e risponde. È il signor Esposito,il papà di Emanuele:è spiacente; da oggi non hanno più bisogno di lei perché la loro nipote è tornata e si è offerta di aiutarli con il bambino. Riagganciando il telefono pensa già che dovrà cercarsi immediatamente un nuovo lavoro mentre attende per il suo impiego da psicanalista.... Va in cameretta e prende il volantino che qualche mese fa aveva attaccato in giro per i negozi di Milano;fortunatamente ne ha conservata una copia. Si veste in fretta ed esce di casa.
Fatte diverse copie inizia a distribuirne alcune qua e la per i negozi,approfittandone per fare un po' di spesa.
Quando arriva a casa trova Davide e Giulia .Hanno preparato un boccone anche per lei. Mentre mangiano Giulia le ricorda che alle otto devono andare al compleanno di Catia,sua cugina.
Tra dolci,sigarette e caffè i tre si mettono d'accordo per la sera;poi Giulia e Davide escono insieme e Giorgia trascorre l'intero pomeriggio a casa da sola,tentando invano di rintracciare il dottor Corvini,che le aveva promesso di farsi sentire al più presto per quel posto da psicanalista nel suo studio. Forse non la cercherà più....sicuramente.
La giornata oggi non è cominciata bene,e non sembra procedere nel migliore dei modi.
Alle otto e un quarto suona il campanello:è Giulia che è passata a chiamarla.
All'inizio Giorgia sembra divertirsi;ha abbondato un po' troppo con il mojito forse,ma non le sembra di star male. D'un tratto si sente tirare per un braccio,è Federica che le fa cenno di seguirla. Camminando a fatica tra la folla giungono al bagno,dove Giulia e Rebecca sembrano aspettarle con ansia. È Giulia la prima a parlare. Si avvicina a Giorgia mentre cerca di togliere qualcosa dalla tasca dei jeans:"Guarda un po' Giorgì che ci ha portato Rebecca da Como.....Dai non fare la "suoretta",divertiti qualche volta!Non è roba pesante,domani non sentirai più nulla".
Giorgia è confusa,l'effetto dell'alcool la sta stordendo e cede con facilità alle pressioni delle sue amiche.Nel giro di pochi minuti inizia a sentire un dolore atroce alla testa,come se una lama l'avesse trafitta nella nuca. Le gambe iniziano a cederle e le sembra di sentire una fame irrefrenabile.
Eppure questa sensazione le piace e decide di calarsi il primo acido. L'impatto è terribile,la realtà intorno a lei comincia a distorcersi e poi....il vuoto.
È domenica mattina. Giorgia è svegliata da qualcosa di umido che sta bagnando il suo piede che esce fuori penzoloni dal lenzuolo. Si tira su lentamente con un gran mal di testa e vede un cane che gira attorno al suo letto. Ma lei non ha un cane e quello non è il suo letto,quella non è la sua casa. Dalla porta aperta vede un ragazzo seminudo che viene verso di lei. Lo vede avvicinarsi....Forse è il sonno o il gran mal di testa,ma non le sembra di conoscerlo. Si sforza di realizzare,di capire. Forse sarebbe stato meglio se non avesse mai scoperto la verità....Ed invece è questione di attimi;ricorda tutto,o quasi. Non riconosce più se stessa in quel corpo che le sembra sporco,svenduto,privo ormai di ogni valore. Vorrebbe quasi vomitare. Si veste di corsa e fugge via da quella casa,senza guardare il ragazzo,non vuole neanche conoscere il suo nome.
Lacrime silenziose rigano lentamente il suo volto mentre cammina sul marciapiede. D'un tratto il telefono squilla. Non vuole rispondere ma il suono acuto che perdura con insistenza la spinge a farlo:non può credere a quello che Federica le sta dicendo. Le lacrime lente e rade si trasformano ora in un fiume in piena. Corre disperatamente con un taxi in ospedale. Il tragitto lungo i corridoi sembra durare un'eternità. Finalmente vede da lontano Federica e Davide,stanno parlando con un dottore...È lontana,ma ha già capito. I volti e l'abbraccio disperato dei due dice più di mille parole. In quell'attimo anche la sua vita si spezza. Il dolore le stronca il fiato. Non ci sono più lacrime nei sui occhi,non c'è più nulla in lei. Solo il vuoto.................................................
......Giorgia ha finito il suo tè. Si volta e guarda dalla finestra verso il cimitero dove ora Giulia sta dormendo.......
Le manda un bacio,l'abbraccia,la vede presentarsi il giorno in cui si è trasferita lì da Sondrio per studiare. Parenti,amici e genitori piangono la loro stella,morta così,spezzata dalla droga.
E in altre parti del mondo,forse vicine,forse lontanissime altri cari piangono giovani schiacciati tutti dalla stessa piaga.
Ma nel frattempo un ragazzo,dietro un angolo buio,si avvia inconsapevole verso lo stesso destino.
......Questa non è una storia vera,ma verosimile;uguale alle tante vicende di ragazzi che si susseguono giorno dopo giorno. Storie che parlano di morte,di precarietà,di vite spezzate e di trionfi talvolta,quando la forza di volontà sconfigge la tortura e torna trionfante a vita nuova. È impossibile pensare di trovare un modo per risolvere questo,come tanti altri problemi che affliggono il mondo moderno,dove il benessere e la maggior agiatezza economica sembrano aver portato un graduale deterioramento di valori nell'uomo. L'unico modo possibile per arginare il problema è confidare in un cambiamento di idee nelle generazioni future,la riscoperta di interessi diversi e di sensibilizzazione verso divertimenti nuovi,che appaghino i giovani senza distruggerli.
Sara Merlini.