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Archivio > Concorso 2008

CHE NE SARA' DI NOI…!!!



Eccoci nuovamente davanti ad un fogliaccio bianco, nuovamente davanti ad un titolo tanto ricorrente quanto importante: LA NOSTRA SOCIETA'… Poche parole, che riportano però a mille argomenti, pensieri, ansie e desideri. Come incominciare?? Io guardo la mia amica, lei fa lo stesso con me, una risata e tutto prende forma. Come suggerisce il titolo ormai la società italiana e soprattutto la nostra piccola comunità sono ridotte a una poltiglia, nella quale le principali vittime, inutile dire siamo noi giovani. Giovani con pochi anni di età ed esperienza ma carichi di tanti dubbi e paure. Ed ora un tuffo nel serio…
Il duemila, oltre al progresso, ci ha regalato un nuovo modello di società fatto di crisi d'identità collettiva, di ricerca sfrenata del benessere e di perdita dei valori più importanti come la famiglia, gli ideali e la religione. La nostra società è infatti in crisi, ha vissuto già di tutto consumando ogni tipo di trasgressione e passando sempre oltre, facendo ogni volta un salto più grande. Per esaudire i nostri desideri, oggi, cerchiamo di trovare risposte ai desideri che sono cambiati, scendendo spesso ad ogni tipo di compromesso senza remore o sensi di colpa. Dovremmo però chiederci dove ci può portare in futuro questa perdita d'identità e di valori, ci accorgeremmo così che si rischia di andare alla deriva, l'uomo sta cambiando, cambiano i suoi sogni, i suoi desideri ed i suoi comportamenti. La società del benessere ci ha regalato nuovi standard di vita, nuove emozioni ma anche una noia profonda e un grande senso di insoddisfazione. In questa grande confusione non sappiamo più cosa desiderare e così un momento ci sentiamo in cima al mondo e subito dopo avvertiamo di essere una nullità. Purtroppo alcune volte qualcuno perde anche il senso del limite, non ci sono più frontiere,il proibito diventa lecito,lo sconveniente è ormai ammissibile; non ci importa degli altri, non ci importa delle regole. Allora, come non dire che la nostra società naviga a vista, troppe volte senza neppure una gran voglia di arrivare da qualche parte; si vive momento dopo momento, frammento di vita dopo frammento, senza una visione generale di ciò che vogliamo fare, ma scoprendolo giorno dopo giorno, nel momento stesso in cui lo facciamo. Perché tutto questo?? Perché è troppa la paura del futuro e non un futuro lontano dieci, venti o trenta anni… bensì qualche mese o poco più. Paura delle tante responsabilità che dovremmo affrontare, paura di farci avanti tra tutti quegli "omoni" in giacca e cravatta, paura di quelle aule universitarie in cui la tua voce rapidamente si disperde o la tua faccia si trasforma in sconforto quando ti trovi davanti a fotocopie su fotocopie stracolme di citazioni, problemi e quesiti irrisolvibili; per non pensare a quanti NO ognuno di noi dovrà digerire. A questo punto ci guardiamo, abbiamo smesso di ridere e ci rendiamo conto di essere state troppo pessimiste. A diciotto anni non dobbiamo avere più alcuna speranza?? La " poltiglia" è qualcosa di troppo sgradevole che non si può né recuperare né ricompattare quindi non è questo il termine da attribuire ad una società, che sebbene malandata, da tempo ci insegna che si può cedere, sprofondare ma allo stesso tempo rinascere. L'uomo ha in sé una grande forza che spesso viene usata in modo negativo per distruggere l'ambiente o creare armi nucleari ma molte altre volte migliaia di esseri umani lottano per guarire, aiutare e rendere migliore tutta la società. Perché non essere tra questi? Perché non avere come obiettivo quello di creare qualcosa di buono per sé e per gli altri? Questo non significa che non dobbiamo pensare ai soldi, alla carriera o a una vita agiata, ma nemmeno che per raggiungere questi scopi si debba passare sopra agli altri, diventare indifferenti alle sofferenze del prossimo ed egoisti. Il piccolo ambiente in cui viviamo e la famiglia stessa ci insegnano a dare valore ai rapporti umani, al dialogo, alla legge. Tutti possiamo avere bisogno di tutti e questo, insieme al rispetto di altri importanti valori non dobbiamo mai dimenticarlo, proprio per non diventare poltiglia, inutile ammasso di cellule senza sentimenti e passioni. Abbiamo fatto tardi e siamo a corto d'idee, dalla finestra aperta si vede la luna rotonda, grande, ci sembra di sentire il suo odore, misto ai mille profumi e ai suoni che ci porta la campagna di Maggio. Lei è là rassicurante e immutabile da anni, da secoli, a far compagnia all'uomo, che per sopravvivere e svilupparsi ha dovuto unirsi ai suoi simili formando piccole società prima, sempre più grandi poi, fino ai giorni nostri.

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