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Archivio > Concorso 2008
PIU' FIDUCIA
Non seviva il Censis per condannare la società italiana. Tutti gli Italiani, i più giovani compresi, hanno potuto ben comprendere quanto la nostra collettività stia diventando tra le più superficiali e ostacolanti che esistano in Europa. Basta che un nostro connazionale si sposti in viaggio per il nostro continente che, confrontando la società inglese, francese, spagnola con la nostra, trova un'gran numero di assurdità che affliggono il nostro Paese.
Prima di accentrare il nostro tema sui problemi che coinvolgono la bella Tuscania ( forse superano quelli dell'intera Italia !) è necessario dare uno sguardo allo stivale e, perché no, come
nell'introduzione, invidiare anche un po' l'erba dei nostri vicini…Nel 2008 il mondo si rende purtroppo conto che l'ambiente Italiano, noto per gli incantevoli paesaggi, le città, i siti archeologici e tanti altri "tesori" territoriali, non passi proprio un momento d'oro. Eh già, Napoli apre all'improvviso il sipario e mostra a tutti l'immondizia che la ricopre. Il 2008 porta anche dei cambiamenti: il governo cade, accentuando ancor di più quel clima di incertezza e disagio che ancora oggi avvertiamo, nonostante un nuovo governo, composto però sempre dalle stesse marionette, stia salpando. Tutto, letteralmente "Tutto" è aumentato di prezzo. Finiremo col fare il mutuo anche per la rosetta del panificio.Ignoranza, indifferenza, bigottismo, razzismo e violenza sono sempre più sinonimo di Italia e, sinceramente, pensando a quindici, vent'anni fa, chiamerei "quel vecchietto del bar che se ne sta sempre seduto" per fargli dire la tipica frase "si stava meglio quando si stava peggio!". Anche nel mio caso, quello del ventenne, guardo il passato con tanto rammarico. In tutti gli ambiti, sociali, lavorativi, artistici, politici, la bandiera tricolore sventolava più di adesso. Quindi, come il Censis ci ha voluto ricordare, per adesso non potremo viaggiare orgogliosi per il pianeta, ma prendere esempio e fare tesoro di tutto ciò che vediamo migliore rispetto alla nostra terra.
Cosa ci sta succedendo? Qual è, a mio avviso, il vero, grande problema che ci tormenta? La sfiducia. Questa è la vera malattia di cui l'Italia soffre. Non ci fidiamo più di nessuno e siamo sempre pronti ad affrontare il prossimo e non ad incontrarlo. Colpa di tanti Italiani, quasi tutti, dico io. Non so se esista un'espressione più adeguata, ma per rendere l'idea, la nostra società è un cane che continua a mordersi la coda. Se i prezzi non si abbassano è perché a tutti apparentemente sembra andar bene così. A Napoli il pattume non andrà via se chi la abita non posa il cartello di protesta e non impugna la pala per scavare. Il Governo Italiano non farà più niente se ogni azione della maggioranza, giusta o no, verrà sempre contestata dall'opposizione solo perché si è di un'altra bandiera. Vogliamo tutto e subito noi italiani in questo Terzo Millennio, ma senza collaborare e dare un po' di fiducia a chi la merita. Noi giovani, ad esempio, un po' di questa ne vorremmo, ma non credo che il nostro sistema ce la dia. Come un mio caro amico mi fece notare qualche giorno fa, è impossibile credere che nelle Università di oggi si debba ancora affrontare un test per i corsi a numero chiuso (ecco la sfiducia, ecco lo smarrimento Italiano). Non è ammissibile che uno studente di Liceo debba essere rimandato per un cambio di riforma, prima trattato in un modo dalla riforma Moratti, poi impossibilitato ad adeguarsi a quella di Fioroni.
Ma attenzione Italia! Su un qualcosa noi siamo davvero grandi, capaci di rendere fiorente il suo mercato: la droga. Infatti, stando ai dati che ci arrivano, i nostri corsi d'acqua hanno così tanta cocaina disciolta che se ti tuffi nel Tevere oggi, non muori, ti ecciti! Grandi consumatori di droga siamo noi, ammettiamolo. La vediamo dappertutto ormai, ne sentiamo parlare tutti i giorni dai Telegiornali e chiunque, a mio avviso, la pubblicizza senza nemmeno rendersi conto.
Tutti queste problematiche hanno reso la società una poltiglia (lo ha detto il Censis, non prendetela con me!). Ma siccome tutto il mondo è paese, diceva Irene Grandi, occupiamoci adesso della società di Tuscania. Beh, cosa dire di noi? Sicuramente siamo un paese tanto, ma proprio tanto ospitale. Siamo così sempre pronti ad accogliere chiunque che il più Tuscanese che incontri di questi tempi a Piazza Italia è nato a Bucarest. Scherzi a parte, il mio non è razzismo, vorrei che il nostro comune, sempre se può, faccia almeno una riunione sul problema-immigrazione e se, alla luce dei tanti furti e atti di delinquenza che abbiamo subito, sia ancora possibile ammettere così tanti stranieri.
A Tuscania sento soprattutto la mancanza della musica, quella che più si avvicina al giovane: quindi intendo dire concerti, serate rock, pop, gruppi emergenti e ogni tanto qualche professionista importante, visto che abbiamo un teatro strutturalmente ed economicamente pronto ad ospitarlo. No, questo non succede ed è molto frustrante che nessuno ne abbia mai avvertito il bisogno. Poi, come in tutti i paesi, si incontra al viale tanta gente chiusa, non disposta ad accettare cambiamenti e opinioni contrastanti dalle sue. Per questo, persone volenterose che vogliono cambiare qualcosa nella società, nell'arte, nello sport, incontra tanti di quei bastoni tra le ruote che poi rinuncia. Così Tuscania non si evolverà mai.
Però, alla vostra domanda "se anche il mio paese è poltiglia", rispondo no. Proprio la famigerata poltiglia del Censis no, ma le idee, la forza di creare eventi e divertimento, la volontà di cambiare quello che non va, queste cose ancora non ci sono, forse perché ancora crediamo che solo un terremoto porti sviluppo ed evoluzione. Beh non aspettiamo un altro terremoto per fare Tuscania più bella, ma ricominciamo tutti a rispettare le nostre opinioni, a stimarci un po' di più e, come dovrebbe fare tutta l'Italia, avere tanta fiducia nel prossimo e a volerci più bene. Così la comunità "toscanellese" sarà migliore e il paese lo sarà ancora di più.
Queste sono la mia visione del mondo e le mie proposte, ho cercato di raccontarle con più spontaneità e simpatia possibile, perché dobbiamo anche ritrovare la voglia di non prendersi troppo sul serio. La mia speranza è che molto cambi, in Italia e nel Viterbese, con serenità, ricominciando a scambiarci il saluto pure se non ci si conosce, chissà, finendo con l'ottenere molto di più.
Come ultima richiesta di questo tema (ci tengo a precisare che l'ho fatto solo per i soldi…lo chiedete voi di essere spietati!) volete farvi un pochino gli affari miei e chiedermi se ho sogni. Chiunque ha dei sogni nel cassetto, chi di più, chi di meno, alcuni irrealizzabili, alcuni possibili. Anch'io ho i miei, poi se troverò la chiave giusta per aprire il mio cassetto, li realizzerò. Non posso e non voglio dirli tutti, uno dei tanti però è il rispetto nell'uomo e l'educazione tra di noi.
Saremmo tutti più stupendi. No?!
EDOARDO BELLUCCI