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Debora Bordo

Archivio > Concorso 2008

LA SOCIETÀ DELLA SOLITUDINE



Un popolo di poeti di artisti di eroi
di santi di pensatori di scienziati
di navigatori di trasmigratori.


Questa è la scritta che campeggia sulla sommità del Colosseo Quadrato. Al di là del periodo e dell'ideologia degli uomini che l'hanno incisa, è la miglior descrizione del popolo italiano, o almeno del popolo che c'era una volta. Uso la frase "popolo che c'era una volta" poiché non mi sento di affiancare questa descrizione, che evoca nomi di grandi compaesani, alla società di oggi in cui tutti i valori hanno perso ogni significato, persino il valore della vita stessa è secondo al "primo grande valore dell'apparire".
La società odierna ci bombarda con stereotipi di bellezza ed intelligenza, se così si può definire, che i giovani sono invogliati a seguire, condizionati anche dalla televisione che propone programmi di elevato valore culturale come i reality show, o comunque altri tipi di trasmissioni dove si vedono i protagonisti litigare. Non bisogna dimenticare che ogni anno escono film con uomini sempre più volgari con donne sempre più nude. Queste, poi, diventano così tanto famose che le troviamo su carta patinata attaccate ai muri delle officine. Parliamo ora dei videogiochi che cercano di continuo la massima espressione della violenza: feroce e gratuita. Sono in commercio dei giochi dove lo scopo finale è uccidere quanta più gente possibile e, più il modo è efferato, più punti si guadagnano.
Il dato interessante è che tutto quello che ho riportato sopra, ha incassi da record; ma non sono questi i problemi della società: film volgari, giochi violenti e stupidaggini in tv ci sono sempre state. Bisogna tener conto che non sono queste cose che influenzano la società, ma il contrario: nessuno metterebbe in commercio nulla che non abbia un riscontro di pubblico.
Però tutto ciò non è assolutamente legato al malessere collettivo; chi, invece, asserisce il contrario, o non vede o non vuole vedere le vere cause: la solitudine e la paura.
In Italia la gente chiede aiuto alle istituzioni, che dovrebbero vigilare su di noi, ma questo non avviene. Questo crea un malcontento generale, che è comprensibile vista la pessima situazione pubblica, sanità e sicurezza soprattutto.
Adesso gli ospedali sono zeppi di incompetenti che hanno amici o genitori potenti, questo genera un grande malfunzionamento della sanità pubblica, con gli effetti che sentiamo ogni giorno; quando l'incompetenza di questi raccomandati causa la morte di un paziente, non succede NULLA. Questo meccanismo, presente in ogni campo occupazionale, blocca il mondo del lavoro.
Parlando di pubblica sicurezza è impensabile che in un Paese come il nostro, in una stazione ferroviaria di una grande città un uomo possa aggredire una donna in pieno pomeriggio e che NESSUNO faccia nulla. È incredibile che un uomo arrestato per il ripugnante reato di violenze su bambini possa uscire di prigione dopo pochi mesi; questi mostri dovrebbero avere pene più severe e soprattutto dovrebbero fargliele rispettare. Scarcerandoli dopo poco tempo gli si dà la possibilità di abusare ancora di qualche povero bambino.
Dove sono le forze dell'ordine? E cosa fanno i giudici? E soprattutto dov'è la giustizia? Queste sono le domande che vengono in mente ad ogni italiano quando esce; perché, al giorno d'oggi, la gente ha paura ad uscire di casa, ad andare in ospedale o a prendere un treno ed in special modo lasciar andare il figlio al parco.
Come se ciò non bastasse in questi ultimi tempi abbiamo visto impennarsi i prezzi, soprattutto dei generi di prima necessità: pane, latte e gli affitti delle case, per citarne alcuni. Moltissime famiglie di nostri conterranei non riescono ad arrivare a fine mese. Ciò è accaduto perché nessuno ha vigilato.
Siamo stati abbandonati, è questa la solitudine collettiva. Le istituzioni sono praticamente inesistenti e, nel mondo che hanno lasciato, vige ormai l'anarchia. Una persona è libera di commettere ogni efferatezza, tanto se anche lo arrestano, sarà fuori di galera dopo poche settimane.
I ragazzi non sono immuni a questa situazione, loro la vivono come tutti, anzi sono i più vulnerabili. Con entrambi i genitori lavoratori questo senso di isolamento si amplifica, così il ragazzo prova di tutto per non sentirsi più completamente solo; le uniche difese a sua disposizione sono internet ed i compagni di scuola, questi, il più delle volte formano un gruppo. Una persona è sensibile e vulnerabile, un gruppo è spietato. È in questo contesto che nasce il bullismo, le baby gang e tutto quello che comportano. Il fenomeno della violenza giovanile è preoccupante, ma come risolverlo se persino gli adulti sono vittima di questo clima di anarchia? Per gli adulti l'unica speranza è un ritorno delle istituzioni. Per i ragazzi questa è parte della soluzione: la scuola e alcuni professori non si curano più degli alunni, li lasciano in balia di loro stessi. Per affievolire, però, questa sensazione di solitudine che hanno i ragazzi l'unica soluzione è la famiglia, è il nucleo famigliare che deve stare al fianco del ragazzo, non possiamo sperare che lo faccia qualcun altro o che il ragazzo riuscirà a crescere bene da solo in questa giungla che noi chiamiamo società.
La mia speranza per il futuro è il futuro stesso. Spero che la giustizia e la meritocrazia ritornino, spero di non veder più pluriomicidi scarcerati dopo un mese e pedofili a cui viene data la possibilità di far soffrire di nuovo, spero di non veder più dottori incompetenti che uccidono e laureati in gamba che lavorano nei call center, spero di non veder più gente che uccide per una sigaretta. Non voglio vedere più persone che si vergognano di essere italiani e che dicono: "che ci vuoi fare, siamo in Italia...".
Vorrei vedere quella nazione che veniva descritta da Dante come : "del bel paese là dove 'l sì sona". Vorrei vedere il paese famoso in tutto il mondo per le sue bellezze, non per le sue "monnezze". Vorrei vedere un'Italia nuova con, soprattutto, nuovi italiani.



Debora Bordo



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