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Archivio > Concorso 2008
LA SOCIETÀ DI OGGI
Il Censis nel suo rapporto annuale del Duemilasette ha scritto che "la società italiana è ridotta ad una poltiglia". Credo sia vero in quanto negli ultimi anni ci sono state nel nostro Paese vicende gravi che hanno spinto l' Italia ad una decadenza strutturale, facendola ritornare nell'arretratezza non solo economica, in quanto rischiamo di essere superati in produttività da nazioni che consideravamo "straccione", ma anche di carattere umano perchè si sono persi i principi e i valori per i quali gente ha lottato e sui quali è stata elaborata la Costituzione e costruita una società. Tutto questo, secondo me, è lo specchio del calcio, diventato luogo di ritrovo non per gustarsi la bellezza e le emozioni, che a parer mio, solo il calcio sa trasmettere, ma luogo di violenza nel quale prevale la stupidità, l'ignoranza, la volgarità... su divertimento e sport. Come ben sappiamo, negli ultimi anni, per andare a vedere una partita, sono state spezzate le vite di Gabriele Sandri, Matteo Bagnaresi, ma soprattutto di Filippo Raciti, che nell'adempimento del suo dovere è stato barbaramente ucciso in seguito agli scontri scatenatisi per la sconfitta della squadra di casa nel derby siciliano. Una motivazione assurda per fermare una vita umana, come non esistono motivazioni per uccidere, neanche per il peggior assassino. È possibile tutto questo? No, eppure succede per colpa di una serie di cause, a partire da chi ci governa, passando per le stesse società di calcio fino ad arrivare a noi comuni cittadini, che a volte meriteremmo di essere chiamati bestie anziché persone. I primi pensano solo al loro profitto, indipendentemente dalla fede politica, tranne raramente quando qualcuno ci prova. I secondi pensano soltanto agli incassi delle partite e a farsi un nome nell'ambiente senza rendere a norma gli impianti, e infine noi, che non riusciamo a vivere con amore, lealtà, passione e cultura lo sport. Forse il primo passo per un' Italia migliore sarebbe opportuno lo facessero i parlamentari con la creazione di leggi sulla sicurezza pubblica, con un lavoro che permetta la rapida ripresa di un'economia che nell' ultimo periodo si è un po' arenata, ridimensionando i costi della politica stessa. Ed è da deputati e senatori che deve venire il buon esempio, perché oltre a prendere decine di migliaia di euro al mese, hanno perfino vitto e alloggio pagati in tutti i loro spostamenti, con trasporti privati con centinaia di auto blu, con centinaia di autisti e portaborse. Questi soldi spesi inutilmente potrebbero essere destinati al trasporto pubblico, ad incentivare le Forze dell'ordine, che si trovano sempre con meno fondi a disposizione contro un raggio d'azione della criminalità sempre più ampio, o alla Pubblica Istruzione, in cui ci si ritrova in alcune scuole, a doversi portare la carta da casa; a garantire un proprietario italiano alla compagnia aerea di bandiera, o ancora meglio, per aiutare le famiglie in difficoltà, in aumento negli ultimi anni e che non riescono ad arrivare a fine mese. È certo che tagliando i soldi ai parlamentari non si possono risolvere tutti i problemi, ma per far sì che l'Italia ritorni a essere una nazione florida, bisogna che si distribuiscano accuratamente le finanze dello Stato, ma deve essere un nostro dovere essere rispettosi negli altri e non ammazzare le persone per stupide partite di calcio, e credere in un Paese migliore, perché con più buon senso da parte di tutti, l'Italia può essere grande attraverso un progetto di cui noi tutti possiamo farne parte.
Fagotto Alessio