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Archivio > Concorso 2008
"DICE MIA NONNA"
Mia nonna mi guarda con occhio ceco e crudele: << oggi hanno tutto>>dice, e sembra si stia congratulando con qualche coetaneo, parla con tono veritiero;con il suo dialetto marcato descrive tutti i pregi toccati alla mia generazione. Ovviamente la nostra sorte benevola è stata possibile soltanto grazie alle sventure e al buon operato della sua generazione. Al nostro semplice alzarci la mattina, indossare vestiti belli e puliti per andarcene beatamente a scuola tornando poi a pranzo e trovare sul tavolo ogni ben di Dio. Contrappone ricordi di sfollamento a causa della guerra, la fame dovuta alle scarse possibilità economiche, l’impossibilità di avere un’adeguata istruzione, l’elevata percentuale di morti infantili per malattie oggi curabili, il duro lavoro nei campi e tutti i mali sociali derivati dalla povertà e dall’ignoranza. ‘’ Siete cresciuti con il mangime ’’ afferma volgarmente, ed io la capisco,ma pur provandoci con tutta me stessa non riesco a vedere il ‘’bel mondo ’’ nel quale dice io sono nata. Stando alla sua versione dei fatti io dovrei essere tranquilla e beata, ma come si fa a trovarsi in questo stato d’animo in un mondo che corre cosi veloce? Un tempo la gente lasciava il mondo tale e quale a come lo avevano lasciato suo padre e suo nonno, oggi si evolve così in fretta, in tutti i campi, che proprio non ce la faccio a stargli dietro, se compri un computer oggi o l’ultimo modello di una macchina, ad esempio,fra un anno è già roba vecchia. Ed ecco innescarsi in noi un deleterio meccanismo di competitività, un folle inseguimento alle mode, ai titoli, al potere, ai riconoscimenti e a tutte le cose che possono gonfiare le vele del nostro ego. È palpabile nell’aria una devozione generale al Dio denaro. Non c’è più la fame come nell’Italia di sessanta anni fa però siamo andati all’estremo opposto, come sostiene mia nonna, "ci danno troppo mangime" e con il troppo mangiare e la sedentarietà a cui è costretto uno studente si va incontro al problema dell’obesità e a tutte le patologie che essa comporta, disturbi sia al livello fisico che sul fronte psicologico, fortunatamente la cosa non mi riguarda in prima persona, ma ho amiche in soprappeso che soffrono per la loro condizione, visto che non possono corrispondere ai canoni di bellezza dettati per lo più da programmi televisivi, tanto per citarne un’artefice. Così una parte del mondo sta mele perché mangia il doppio, e un’altra parte (i paesi poveri) muore di fame. Questa mancanza di equilibrio la dobbiamo soprattutto a rivalità politiche e religiose che predicano bene e razzolano male, tagliando fuori persone oneste con reali possibilità e potenzialità per migliorare le cose. L’obesità è solo uno dei tanti condizionamenti, causa di complessi, più o meno grandi,che un’adolescente si trova a contrastare oggi; e chi ha il coraggio di guardarsi dentro?Di saper fare le scelte giuste a questa età? È molto più comodo trovare strade secondarie, rifugi alternativi, ottenibili senza sforzo e disponibili un po’ dappertutto a partire dalle scuole,dai bar e soprattutto dalle discoteche. Io non mi drogo, la salute non me lo permette, ma la stragrande maggioranza dei miei coetanei ne fa uso;c’è chi si accontenta della semplice canna, diventata per molti un’amica inseparabile,uno stile di vita, un piacevole passatempo filosofico per ogni occasione, e c’è chi va oltre. Vi assicuro che non è uno spettacolo piacevole vedere le condizioni in cui si riducono, il sabato sera,quelli che ingurgitano sostanze chimiche a buon mercato dagli effetti stupefacenti e devastanti. Come si è visto e capito,ammesso che, chi di dovere non vuol far finta da sordo,il fenomeno droga non viene risolto aumentando la pesantezza delle ammonizioni, ma,secondo me è come diceva quel famoso botanico: < il problema va tagliato alla radice >. Ci si dovrebbe chiedere il perché di questa gioventù così drogata,e non andarsi a parare frettolosamente dietro alle opinioni dei sociologi i quali affermano che è il gruppo a coinvolgere. C’è da sentirsi offesi , visto che dall’alto dei loro studi ci considerano nient’altro che pecore. Non si risolve il problema alcool vietandone ai locali il permesso di somministrazione dopo le due,che poi d'altronde non viene quasi mai rispettato. Quanti incidenti stradali ogni week-end e quanti ci lasciano la pelle! Si beve,si fuma,si corre,ci si prende a pugni sul naso nei locali notturni;segno questo evidente che siamo tutti stressati. Ma cosa abbiamo fatto in questi venti anni di vita per ritrovarci così stressati? Non abbiamo fatto altro che andare a scuola,Se tutto va bene in soli tredici anni passati dentro una stanza,la società ci fornisce di un bel diploma; dice ancora la nonna: << magari ce lo avessi avuto io quel pezzo di carta!>>. Ma cosa faremo io e il mio compagno di banco a partire da quest’estate? La cameriera e il manovale; e benvenuti nel mondo del lavoro! Viviamo in un ambiente artificiale e inquinato, oggi non si muore più per una semplice poliomielite, oggi si muore di cancro. Non vi posso parlare di politica,calcio e terrorismo,cosa volete ne sappia io? Sono una ragazza,e queste realtà fortunatamente ancora non mi toccano in maniera diretta. Se questo tema ha lo scopo mirato di ricevere un consiglio adiacente al desiderio di migliorare la nostra società, al momento posso soltanto fare delle critiche, secondo la mia visione. Ma mi pongo una domanda,e la pongo anche a voi membri della giuria:cosa è la società?è forse qualcosa che si può toccare,puoi dire:< io sto toccando con mano la società? > Questo non lo possiamo dire,però possiamo toccare le persone e sono proprio le persone che costituiscono la società. Detto ciò, a mio avviso, l’unica cosa che ognuno di noi può fare per un beneficio globale è migliorare se stesso,questa è la grande rivoluzione,non un idealismo utopico, ma attuabile realmente, a partire dal nostro piccolo,liberando noi stessi da ogni forma di discriminazione,da pregiudizi e stupidi condizionamenti. Perdonatemi per il continuo riferimento a mia nonna, ma nella traccia mi si richiedeva di essere soprattutto originale, ed in quest’epoca così complicata le cose più semplici tornano ad essere le più originali.
AGNESE NICOLAI